Nello yoga tradizionale, questi cinque elementi sono le unità esperienziali che abbiamo visto essere parte dei venticinque evoluti del Sāṁkhya. Tutte queste unità hanno una loro funzione all’interno e all’esterno del nostro essere.
Se vogliamo incontrare i cinque elementi più concretamente, come forze presenti nel nostro quotidiano, avremo diverse occasioni per accorgerci della loro presenza. Spesso vengono percepiti quando sono in uno stato disarmonico; avvertiremo allora il disagio che essi creano.
I testi ci invitano, dopo averli bilanciati (purificati), a “diventare” l’elemento stesso, per assimilarne le qualità. I cinque sensi sono gli strumenti atti alla percezione delle sostanze (il loro collegamento è mostrato alla fine del paragrafo).
Molto spesso, quando riferiamo i nostri malanni, parliamo in termini medici, ripetendo cose che ci sono state dette, parliamo di pressione arteriosa, di valori del sangue alterati, valutiamo dati “oggettivi”, ma trascuriamo l’esperienza diretta; facilmente ci rivolgiamo ai “motori di ricerca” per avere risposte e chiarimenti circa quello che percepiamo. Si finisce così per confondere l’esperienza soggettiva con il dato oggettivo, con l’esperienza sensoriale.
Lo yoga ci aiuta a interrogarci circa la condizione del nostro stato interiore: “Va bene, questa è la diagnosi medica, questo è quello che ho appreso navigando in internet… ma io come mi sento? Che esperienza faccio di me stesso?”
Ponendoci delle domande riguardo le nostre sensazioni possiamo avere una più alta consapevolezza del corpo.
I cinque elementi stimolano i ricettori corporei, permettono esperienze sottili e profonde delle forze naturali che regolano l’esistenza.
  • Qualcosa di solido, denso, pesante. La pesantezza, il senso di solidità o di “sentirsi a terra” è collegato all’elemento terra, pṛthivi.
  • Qualcosa che fluisce. Quando ci si sente stremati, con flussi eccessivi o emorragie, si è in contatto con l’elemento acqua, āpas.
  • Qualcosa che pur essendo legato al movimento è sottile. Tremori e convulsioni possono essere collegati all’elemento aria, vāyu.
  • Qualcosa che s’identifica col calore e con la luce, che potrebbe essere definito fuoco. Quando si soffre per bruciori o eccesso di calore, ci si ricollega all’elemento fuoco, tejas.
  • Tutte le sensazioni legate alla relazione con lo spazio esterno hanno a che fare con l’elemento spazio, che lo yoga chiama ākāśa.
I cinque elementi che costituiscono il nostro corpo sono presi in considerazione in modo trasversale in ogni testo della tradizione dello yoga, a partire dalla tradizione vedica e delle Upaniṣad.
Nei Veda il rapporto con gli elementi è sempre tenuto da un filo sottile che lega le caratteristiche materiali e spirituali dell’elemento stesso.